Residenza in due \\\\ dalle Filippine a Maiorca con Robert Gutierrez e Albert Pinya

Nel 2007, mentre vivevo a Berlino, la mia compagna di viaggio, Fiammetta, riceve una telefonata da un amico, un giovane gallerista di Milano, Alberto Matteo Torri. Alberto ci chiede di incontrare un suo artista spagnolo, di Palma di Maiorca, che stava lavorando nella città tedesca  da qualche mese. Ci diamo appuntamento all’inaugurazione di una mostra di Fischli and Weiss. Al telefono lei chiede “ma come ci riconosciamo ?”. Lui risponde “no te preocupes”. Arriviamo alla galleria dove compare tra la gente un colorato personaggio con una giacchetta di jeans – eravamo a Berlino in dicembre –  dei pantaloni rossi, le all star di due colori diversi, barba lunga e occhiale da sole. Era lui, Albert Pinya. E’ stata subitanea, reciproca empatia. Da quel momento io e Albert siamo diventati  amici e abbiamo iniziato a lavorare insieme. Ho scritto testi per dei suoi cataloghi, per una mostra dal suo gallerista di Barcellona e Maiorca, Ferran Cano, per la sua attuale galleria milanese di Allegra Ravizza, e sono stata a trovarlo tra  Berlino e  Maiorca diverse volte. Grazie a Pinya ho conosciuto l’isola, che è un centro molto importante per l’arte contemporanea. E’ il paese natio di Mirò (c’è infatti la Fondazione, nella sua ex bellissima casa) e di Miquel Barcelo. Nel 2009 Albert mi invitò per la notte bianca dell’arte del paese. Partecipava a una collettiva importante presso una Fondazione di Maiorca, Sa Nostra. Gli altri artisti erano Miguel Ángel Campano, Roland Fischer, Núria Marquès, Juan Muñoz e Albert aveva presentato un progetto che finì sui giornali il giorno dopo, perché tutti si fermavano li, davanti alle sue opere, bloccando ogni movimento all’interno dello spazio. Il giovane artista aveva ricostruito il suo studio con tele, disegni, oggetti, video, feticci, bottiglie, ossa, scheletri, fotografie … in un Laboratorio Pinya, come lo aveva chiamato.

Un altro merito di Pinya è stato presentarmi  nuovi amici, come appunto Alberto Matteo Torri, che ora vive e lavora a Bratislava per la sua galleria, il suo gallerista spagnolo Ferran Cano, e l’artista Robert Gutierrez. Robert è di origine filippine, ma vive e lavora in California. Ha esposto a Milano presso la galleria di Torri e ha sempre seguito il lavoro di Albert. Amici e colleghi con due personalità molto differenti, già visibile nello stile di entrambi. I lavori di Robert sono profondi e minuziosi, solitamente di piccole dimensioni, rappresentano paesaggi tecnicamente perfetti, dalle tematiche surreali,  a volte inquietanti. Albert invece è colore ed energia, estroverso e diretto.

Oggi per la prima volta lavorano a quattro mani. Robert Gutierrez ha ideato un progetto dal titolo RolePlayColonial partendo dalle origini di entrambi: un incontro per rivivere il conflitto coloniale tra le Filippine e la Spagna durato fino al 1898, dal punto di vista di due artisti che, dopo più di cento anni, rivivono la loro storia senza scontri, ma con energica collaborazione. RolePlayColonial si sviluppa con una residenza di tre mesi, da marzo a maggio 2012, dell’artista filippino a Maiorca e con Albert Pinya, artista e amico del luogo, per culminare con una mostra presso la “Zona Base” del Casal Solleric da giugno a settembre 2012, curata da Fernando Gomezdelacuesta e Pau Waelder.

Per vedere RolePlayColonial nel dettaglio \ \ \ http://www.cridapalma.cat/?lang=es

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Questa voce è stata pubblicata il 24 marzo 2012 alle 1:13 pm ed è archiviata in Uncategorized. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

6 pensieri su “Residenza in due \\\\ dalle Filippine a Maiorca con Robert Gutierrez e Albert Pinya

  1. P. in ha detto:

    viva il pinya |

  2. flame in ha detto:

    no te preucupes ! bellissimo

  3. che pulizia, io avrei smerdato tutto in terra 🙂

  4. gerar in ha detto:

    Pinya eres el capo!
    gerar

  5. Carlos Oller in ha detto:

    Bravo Alberto, me encanta ver que sigues viviendo tu sueno y sigues triunfando, haciendo siempre lo que mas te gusta. Tu hermano ibicenco que añora volver a verte y charlar largo y tendido. Un abrazo fuerte

  6. Fantático

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