Marina Abramovich /// L’incontro al Pac e il film the Artist is present

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In questi giorni Milano è tappezzata dai poster della mostra in corso al Pac, il Padiglione d’Arte Contemporanea, dedicata a Marina Abramovich, l’icona femminile di quella parte dell’arte contemporanea che lavora sulle potenzialità e i sui limiti del corpo, come specchio o bilancia dell’io, o dello spirito, la Body art. Non è la prima volta che il Pac si dedica a questo tema – nel 2010 c’era stato l’artista ormai acquisito dagli inglesi, Franko B, curata da FAM, Francesca Alfano Miglietti -. Oggi, la mostra dal titolo the Abramovich method, a cura di Eugenio Viola e del bravo Diego Sileo, sta facendo discutere il mondo appassionato d’arte milanese e non solo. L’ artista serba è stata in città per giorni, per promuoversi ( l’abbiamo vista in copertina su importanti riviste non del settore arte come Io Donna, o in televisione ospite da Victoria Cabello per il pubblico di Quelli che il calcio ) e per mostrarci un metodo a cui ha approdato dopo anni di performance, lavori e prove di forza fisica e, appunto, psicologica. Il metodo era fruibile per tre giorni, il 21, il 22 e il 24 marzo da ventuno persone in quattro turni alla volta, con l’artista presente. Secondo le parole della Abramovich la prima regola per seguire “il metodo” è il silenzio, sul quale lei sta lavorando molto. Il silenzio infatti è protagonista anche nell’ultima performance della Abramovich al Moma di New York nel 2010. Marina restava seduta al centro di una sala, rigorosamente vestita di rosso, con aria sia poetica che marziale, e chiunque poteva sedersi al suo tavolo e guardarla negli occhi per quanto tempo  riusciva. La performance è stata la più lunga nel percorso della Abramovich: sette ore al giorno per tre mesi. C’è chi ha pianto, c’è chi ha riso, c’è chi ha osservato … e Marina ha deciso di farne un film, dal titolo stesso del lavoro: the Artist is present, che uscirà ufficialmente a giugno, e a Milano si poteva vedere al cinema Apollo per una sera solamente.

Settimana scorsa, mentre ero via da Milano, mi chiama Gianluca Guzzo,  direttore di Mymoviesil sito internet di cinema più importante italiano,  e mi chiede se potevo fare per loro un’intervista a Marina Abramovich sul film, che loro faranno vedere in streaming. Ho preso la macchina, ho chiamato Tiziano Sossi, critico cinematografico e videomaker per fare un filmato, e mi sono fiondata a Milano. Cosa potevo chiedere alla Abramovich ? Un timore e una stima dovuta non solo a lei come artista, come regina di un certo tipo di body art, e soprattutto come “donna”, che non mi ha fatto dormire. Mi sono riguardata un po’ di performance, in modo da essere preparata per l’incontro e persino delle domande, che tanto sapevo già non avrei fatto. Tra le cose lette, una in particolare mi aveva colpito: in un’ intervista tra Marina Abramovich, Shirin Neshat e Vanessa Beecroft, l’artista serba racconta che con le prime performance sul corpo negli anni settanta, in cui era nuda, si tagliava, cantava, urlava, nel suo paese si sentiva un po’ come la prima donna sulla Luna. Ed è proprio questo che lei rappresentava in realtà. Per questo ho deciso di non pensare più a cosa dirle, che tanto non sarebbe mai stato all’altezza, e che lei mi avrebbe pilotata. Così è stato.

Questa voce è stata pubblicata il 25 marzo 2012 alle 7:00 pm ed è archiviata in Uncategorized. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

9 pensieri su “Marina Abramovich /// L’incontro al Pac e il film the Artist is present

  1. Fab Seb Caleffi in ha detto:

    Marina, Vanessa, Rossella: W LE DONNE!

  2. DA PF in ha detto:

    Un documento che può essere definito storico. Brava,Rossella, sempre al massimo livello.

  3. shanti in ha detto:

    Rossella sei proprio brava , la Marina aveva la faccia immobile ed è vero, molto business woman, pero’ che donna!

  4. Pinu in ha detto:

    Bellissima intervista brava Rossi

  5. Cara Pinu ciao ! Sono molto contenta ti sia piaciuta la mia breve intervista alla Marina 🙂 comunque una persona gradevole, una bella energia, ma sicuramente non facile. A presto e grazie !

  6. Un aggiunta che mi ha mandato Flame:

  7. luca in ha detto:

    l’intervista mi è piaciuta deve essere una persona molto umile e intelligente se fatta intervistare con tranquillità,credo che anche per te rossella sia stata una bella esperienza brava ciao mr.

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