Matteo Bergamasco e William Marc Zanghi in mostra /// a Villa Manin

Sabato 31 marzo 2012 ha inaugurato presso la secentesca Villa Manin, in provincia di Udine, una mostra di due artisti: Matteo Bergamasco e William Marc Zanghi. Due artisti giovani, ma di generazioni e luoghi differenti: il primo ventinove anni e milanese, mentre il secondo, quarant’anni e di Palermo.

Giovanni Bonelli, il loro gallerista e tra i pochi oggi a portare avanti giovani artisti italiani, li ha fatti esporre nell’ala sinistra di Villa Manin per confrontarsi con lo spazio e tra di loro, in maniera ordinata, con luoghi dedicati all’uno  e all’altro, in armoniosa sfida e collaborazione.

I lavori di Matteo Bergamasco: tessuti e oggetti vivi e vissuti, paesaggi e case, significati e colore; una luce forte e sinuosa che irrompe in punti nevralgici del racconto; interni cupi, pieni e complessi, o animati esterni di fantasie e natura, surrealmente luminosi; e ancora personaggi e esseri, oggetti piacevoli e elementi disturbatori, sogni e fantascienze. Tutto questo in una selezione che racchiude diversi stili e tematiche affrontate dall’artista, come se, varcando un’unica soglia,  si cogliessero più storie e azioni. Questi alcuni tra gli elementi, i feticci e i sogni nei lavori di Bergamasco, reali e non, perché “ la dimensione del reale non basta a Matteo Bergamasco. L’artista vuole superarla e cercare altre realtà esistenti. Forse cercarle tutte … Tutto questo come premessa per l’azione successiva: quel sortilegio che evolve il sogno sognato in realtà, se a sognare è un artista come Bergamasco”. (cit. dal mio testo, catalogo Matteo Bergamasco, Villa Manin).

E poi William Marc Zanghi : la forza zampillante dei colori lucidi, prima tenui, come il rosa  e l’azzurro, e poi via via più energici e carichi fino a un puntinismo ossessionato e a colature dense e vivaci che scendono da alberi colmando terre, uomini e animali, come orsi, cani, scimmie. L’artista siciliano non trattiene il colore, che invade la tela e i suoi mondi, che per questo non sono mai noiosi, ma carichi di una viva azione, a tratti anche angosciante e malinconica, come malinconico il racconto da cui son tratti gli otto disegni che fanno da chiusura o apertura (dipende da dove si sceglie di incominciare la mostra). Il curatore del lavoro di Zanghi per Villa Manin, il critico Alberto Zanchetta, lo racconta con una storia aderente al reale, di un mondo a parte: quello di Oz. “Se dalle aride e tetre praterie americane Dorothy è catapultata negli sgargianti lucori del Paese di Oz, altrettanto rutilante è il sovraccarico cromatico – come pure il surmenage visivo – cui Zanghi ci sottopone nelle opere dipinte dal 2007 a oggi”. (cit. dal catalogo, William Marc Zanghi, Villa Manin).

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Premessa /// Bergamasco e la visita in studio

Tre settimane fa, mentre ero via da Milano, ricevo una telefonata: “pronto ? Tu non mi conosci, mi chiamo Matteo Bergamasco, mi ha dato il tuo numero …”. E’ vero, non conoscevo Matteo di persona, ma conoscevo i suoi quadri visti qualche anno fa in fiera presso il suo gallerista, Giovanni Bonelli, e da un collezionista che mi raccontò il suo percorso artistico. Perché Bergamasco, nonostante i soli ventinove anni, ha un percorso interessate, e un talento riconosciuto già otto anni fa con il premio Cairo.  Dunque, quando mi ha chiesto di collaborare scrivendo un testo che lo rappresentasse per un catalogo in occasione di una mostra, gli ho detto di si, perché mi piaceva il lavoro e mi incuriosiva il suo modo di affrontarlo.

Pochi giorni dopo, ritornata a Milano, sono andata dall’artista in studio e ho cercato di interagire col suo mondo per poi rappresentarlo a parole nel modo più completo. Il primo impatto  è avvenuto con gli oggetti che circondano Bergamasco e il suo divano “barocco” a fiori di velluto rosso: una chitarra, qualche teschio finto, molti libri. C’erano poche tele, ma, insieme a Matteo e alle sue immagini, bastavano a capire un mondo non semplice, ma complicato e vario, colorato e cupo, in fuga in altre realtà.

Per il resto sono le opere a parlare e, in questo caso, la mostra.

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Questa voce è stata pubblicata il 1 aprile 2012 alle 11:06 pm ed è archiviata in Uncategorized. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

Un pensiero su “Matteo Bergamasco e William Marc Zanghi in mostra /// a Villa Manin

  1. shanti in ha detto:

    andro’ a vederla prima che la tolgano.

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