L’Arte e il Cinema /// puntata 3 /// Frida

Frida Kahlo: mai rapporto fra cinema e arte è stato più diretto. E come spesso accade il film su di lei ha rilanciato esponenzialmente la popolarità della pittrice messicana. E se è così, va detto che il cinema ha fatto giustizia. Frida era donna di molti e vasti talenti, paradossalmente valorizzati dalla sua vita travagliata e dolorosa. Un’altra delle cifre fondamentali dell’artista era la ricerca, un’altra l’esperimento. Tutto questo emerge dal film che nel 2002 Julie Taymor ha realizzato con passione autentica. La regista non è stata una sorta di primo motore, uno scopritore, già da qualche tempo il movimento dell’arte aveva recuperato il lavoro e l’immagine della Kahlo organizzando mostre importanti. Frida era una donna irrequieta capace di dare concretezza alle sue idee. Pensava e agiva. A 17 anni ebbe lo spaventoso incidente, così ben rappresentato dal film, che le condizionò la vita. Oltre a numerose fratture dovette subire una ferita devastante: un corrimano dell’autobus investito da un tram le oltrepassò un fianco per uscire dalla vagina. Costretta all’immobilità e a un dolore perenne, reagì rilanciando ambizione e arte. Immobile, supina a letto, riuscì comunque a dipingere. Si era fatta installare uno specchio sul soffitto e dunque fu costretta a diventare il primo soggetto delle sue opere.

Assoluto \\\

Frida Kahlo è l’artista in assoluto, che ha firmato più autoritratti. Era una cosiddetta passionaria, e gli anni trenta in Messico le erano, in quel senso, favorevoli. Il grande amore della sua vita fu Diego Rivera, pittore importante, attivista politico. Ma fu un amore complicato, aperto a tutto. Frida era una donna d’impatto, di sentimenti estremi. Ebbe molti amanti, uomini e donne. Conobbe ed ebbe una relazione con Trotzky transfuga dalla Russia, minacciato da Lenin. Conobbe André Breton, fu amica della grande fotografa Tina Modotti. Tutta gente davvero poco convenzionale. Intelligenze che stavano lasciando segni decisivi in quell’epoca. Non era semplice, allora, essere una donna artista, occorreva un’energia e una vocazione superiori. Anche la pittura della Kahlo non poteva essere convenzionale, il talento era palese, ma lo stile tra il naif e il surrealista, non era amato da tutti.

Femminile \\\

La “mano” del film è squisitamente femminile, naturalmente. La Taymor possiede una personalità, e anche un’energia, adeguate per rapportarsi con la Kahlo. Il film ha uno stile surreale, un continuo gioco magari un po’ kitsch tra vero e falso, tra dipinto e realtà, con il sottofondo, appunto, di una storia e personaggi dai tratti molto forti. La regista sceglie un’attrice emergente, Salma Hayek, che diventa Frida Khalo: è fisicamente simile, più bella (si tratta di cinema, di finzione), ma cerca di aderire il più possibile, con le dovute licenza da cinema, a una donna che non si vergognava dei suoi baffi, con quelle sopracciglia particolari, che non è mai stata bella, ma che è sempre piaciuta a tutti, uomini e donne. Come accade in questi casi non è stato semplice, per Salma, liberarsi di Frida. Il contesto è quello appropriato, il Messico nei primi anni del Novecento, la casa Azul (casa azzurra) a Coyachan, dove Frida cresce e ritorna a vivere con l’amato e impegnativo Diego Rivera. I personaggi che la circondavano: l’artista rivoluzionario Siqueros è interpretato da Antonio Banderas; Ashley Judd dà corpo e volto a Tina Modotti, la prima moglie di Diego; il fuggitivo Trotsky è Geoffrey Rush; Edward Norton è il “gringo” Rockefeller, che cerca di “comprare” l’arte di Rivera. Dunque la persona: l’arte, in particolare la pittura. Ma anche le opere all’interno del film. Julie Taymor infatti utilizza un espediente per rendere più vivida la figura della piccola donna. Spesso parte dai dipinti di Frida, per la maggior parte autoritratti, per arrivare alla scena in pellicola: dei tableaux vivants. Figure dipinte su tela che si animo e prendono forma e vita sviluppandosi nel film. Dunque un film certo benemerito, al servizio di una donna e di un’artista che fa parte della vita e della storia della pittura.

 

Questa voce è stata pubblicata il 4 maggio 2012 alle 8:58 am ed è archiviata in Uncategorized. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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