La notte dell’anima /// il secondo romanzo di Andrea Indini

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LabRouge ancora non aveva parlato di narrativa. E oggi accade per la prima volta. Parlo di un romanzo da poco uscito nelle librerie …prima di citarlo volevo finire di leggerlo, cosa non difficile perché la Notte dell’anima di Andrea Indini si legge quasi d’un fiato.

La lettura è abbastanza veloce, non perché non sia corposo, anzi, o perché sia un libro leggero (direi che non lo è …) …ma per il fatto che la storia, sia interiore che nel quotidiano, del protagonista, Luca, giovane avvocato milanese dalla vita aderente ai canoni che oggi consideriamo promettenti e postivi, ti porta ad andare sempre avanti di pagina in pagina. Ecco che si susseguono curiosità, poi stupore, poi malessere (per un’intera parte del libro questa sensazione, provata dall’artista, viene trasferita anche al lettore) … e poi un super colpo di scena … Un colpo di genio, e di speranza.

Andrea Indini, giornalista e scrittore, è al suo secondo romanzo in 2 anni. Il primo, sempre con la giovane casa editrice Leone editore, dal titolo Unhappy Hour, dipingeva nel dettaglio un quadro di un certo tipo di mondo milanese, giovane, nei pregi e nei tanti difetti. Visto da uno che di mestiere appunto osserva e riporta.

Dunque vi invito a leggere Andrea perché notevole sia per il lavorìo e gli intenti, sia perché siamo in un paese dove il libro ahimè non è più un oggetto di culto (basta vedere cosa imperversa nelle vetrine delle grandi librerie). Ma noi vogliamo portare avanti un discorso di qualità e, perché no, di speranza in questo senso …e il romanzo di Andrea non manca in questo.

“Luca è un ragazzo normale: avvocato, una carriera
brillante davanti a sé, sposato con la bella Giulia,
sembrerebbe che nulla gli manchi. Fino a quando non
incontra il destino.

Uccide due persone preso da
d’improvviso scopre di odiare la sua vita.

Fugge prima a Londra poi a Lisbona, si invaghisce
della misteriosa Sarah, frequenta discoteche e
combattimenti clandestini, lavora per la mala e non si fa
scrupoli a usare la violenza, dimentico della sua vecchia
vita italiana.

Guidato da un furore autodistruttivo e alla ricerca
dell’innocenza perduta una volta entrato nel mondo
adulto, trova nell’evanescente diciannovenne Emma
quella purezza tanto agognata.

Ma forse tutto questo è solo un’illusione, forse è solo il
frutto della sua immaginazione e la vita, bene o male, vale
sempre la pena di essere amata. “

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Questa voce è stata pubblicata il 24 luglio 2012 alle 1:11 pm ed è archiviata in Uncategorized. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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