Varsavia //// la città -non- città. Dai suoi palazzi, fino a Hitler nel ghetto

DSCN1798Ho già parlato della mostra di Maurizio Cattelan a Varsavia due mesi fa, e in due post diversi, il primo interamente dedicato alla mostra Amen al Castello di Ujazdowski, e a Him, l’opera raffigurante Hitler da dietro, nelle sembianze di bambino vestito da adulto,e il secondo comparando la mostra del nostro artista italiano con l’opera cinematografica Il pianista di un altro maestro, Roman Polanski.

Ora Varsavia l’ho visitata, e la mostra è stata vista e vissuta … e, al di la di opere ormai storicizzate di Cattelan come la donna nella cassa, o We, il doppio Maurizio in miniatura, dalle diverse espressioni, vestiti e pettinature, o ancora il forte e profondo I.N.R.I., il cavallo con la pala in legno inficcata nel corpo, è giusto soffermarsi sull’azione svolta per Him. In una zona lontana dalla mostra, nel ghetto di Varsavia, dove poco è rimasto, giusto un malinconico e costante ricordo di ciò che è accaduto, una linea per terra per ricordare quel muro che tante vite ha diviso, e dove tutto è nuovo e sparpagliato, è stata esposta quella scultura che rappresenta la causa di ciò che è successo, di quei buchi impressionanti nel muro, di quei volti scomparsi che ora vediamo stampati sulla facciata di quell’unico palazzo lasciato come piaga di un brutto ricordo, che non si deve dimenticare. Hitler sta li in ginocchio, all’interno di un cortile malconcio dell’unico palazzo rimasto com’era, lo si vede solamente da dietro e da lontano, e non è segnalato, se non dalla presenza di un buco a rombo dove curioso lo spettatore può fermarsi e spiare dentro, da solo, come in un momento di meditazione non voluto, ma casuale è scioccante camminando per la strada.

Dunque Varsavia sta cercando di rimontare, di porre delle basi che non ha, e degli ideali che le sono stati tolti, e il primo passo è quello di sviluppare l’arte contemporanea, e lo fanno meglio di noi, attraverso gallerie private, la valorizzazione di palazzi dei primi del novecento, e la riutilizzazione di luoghi in disuso, come nel quartiere Praga, che rappresentava la piaga povera della città (nell’ottocento ancora non parte della città di Varsavia, ma luogo a parte) e che ora, molto lentamente, sta riaprendo ex fabbriche e luoghi in disuso per dar spazio a locali, ristoranti super cool, e mercati … non per altro un’area specifica l’hanno chiamata SOho. Vediamo un po’ cosa succederà.

DSCN1710

Museo Zacheta /// mostra sul cinema d’animazione anni ’70/’80

DSCN1711

DSCN1712

DSCN1714

DSCN1730

DSCN1757

DSCN1759

DSCN1760

DSCN1761

DSCN1770

DSCN1771

DSCN1773

DSCN1774

DSCN1777

DSCN1780

DSCN1781

DSCN1783

DSCN1786

DSCN1816

DSCN1795

DSCN1796

DSCN1799

DSCN1800

DSCN1817

DSCN1845

DSCN1841

Questa voce è stata pubblicata il 25 febbraio 2013 alle 9:30 pm ed è archiviata in Uncategorized. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

Un pensiero su “Varsavia //// la città -non- città. Dai suoi palazzi, fino a Hitler nel ghetto

  1. Azzola Daniela in ha detto:

    Veramente impressionante e calzante questa tu definizione di città non città, penso sia proprio così, interessante l’ubicazione e l’impatto della mostra del nostro bravo Cattelan
    MD

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: