CASE SPARSE_day 4

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L’attività umana e lavorativa all’interno di Case Sparse prosegue. E lo fa intensamente. Il quarto giorno è stato denso e importante. La premessa da fare è che in questa piccola comunità, dove gli attori sono diversi per carattere, cultura e propensioni creative – ma tutti legati da più connessioni chiare e definite -, è che ogni singolo gesto, ogni azione, ogni frase, qui assume una forza maggiore. Tutto si moltiplica, tutto rimbomba e fa riflettere.

Quattro giorni come quattro settimane, sembra. E la convivenza, seppur con momenti ritagliati di solitudine, in questo luogo speciale e un po’ isolato, tra noi otto persone – da ieri con due ospiti speciali in più, Seiji e Aki Morimoto, tornati in valle per ripristinare una complessa opera dell’artista giapponese qui in Valle – si evolve grazie a scambi e connessioni, e anche conflitti, sempre più intensi.

E’ stata dunque una giornata importante: gli artisti hanno capito le potenzialità della casa, le sue difficoltà e sfide. E le stanno, a loro modo, affrontando. Mettendo  in gioco la propria umanità e il personale lavoro. La musica e il canto di Joris Vercammen sono veicolo di studio professionale e intenso dell’artista in forte dialogo col luogo; Aya Onodera sperimenta materiali nuovi, utilizzando e mescolando natura, insetti e colle animali, per relazionarsi col luogo attraverso la sua pittura; Francesca e Monica, con due approcci diversissimi, scaricano tensioni e pensieri attraverso una progettualità manuale. La prima affinando l’uso del tornio, e producendo raffinati oggetti d’uso quotidiano, alcuni appositamente impossibili a livello pratico, l’altra, la Carrera, esercitandosi con la scrittura in un grande quaderno, come quelli di quando eravamo bambini, che ci facevano usare per imparare a scrivere. Le frasi scelte di Foucault potrebbero essere il punto di partenza di questo percorso a Case Sparse. Frasi tra cui Monica ne sceglierà una, significativa e importante, da cucire sopra una tenda.

E poi Mia e Edo (Suppiej & Zanato), instancabili ricercatori, che non terminano mai di mettersi in gioco, creando un dialogo con tutto e con chi è intorno. A loro non sfugge nulla: sono attenti, preparati e minuziosi. E già oggi hanno capito cosa realizzeranno, attraverso un compito perfetto di relazioni tra la casa e l’esterno, l’ambiente che ci circonda; tra i conflitti estetici nella valle, e quelli più spirituali che animano la casa e il territorio. E con la loro fresca impronta.

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Questa voce è stata pubblicata il 21 luglio 2016 alle 2:53 pm ed è archiviata in Uncategorized. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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